La Madonna ci ha lasciato un suo ritratto, che continua a incantare fedeli e studiosi
- CP San Carlo Borromeo

- 17 mar
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La tradizione cristiana narra che a Rossano, in Calabria, un venerabile monaco del VII secolo di nome Efrem, fervente devoto della Vergine Maria, chiese e ottenne dall'imperatore il permesso di convertire la grotta in cui risiedeva in una chiesa dedicata alla Madre di Dio.

Completati tutti i preparativi per la costruzione, il governatore Filippico ordinò ad abili artisti bizantini di dipingere un'effigie della Madonna sulla parete di fondo della grotta. Accadde però qualcosa di inaspettato: gli operai notarono che il dipinto, realizzato durante il giorno, era inspiegabilmente scomparso al calar della notte.
Infastidito, il governatore nominò una guardia per sorvegliare la costruzione e per controllare cosa vi accadesse. Una notte vide avvicinarsi una nobildonna vestita di bianco candido, con in braccio un bellissimo bambino.

La sentinella, incantata e stupita, permise loro di entrare per pregare. Dopo un po', il soldato entrò nel santuario e con sua grande sorpresa vide l'immagine della Signora e del Bambino magnificamente impressa nel punto in cui gli artisti avevano lavorato in precedenza.


Non appena il governatore fu informato, tutti accorsero alla grotta ed esclamarono, pieni di ammirazione: "Achiropita !", dal greco bizantino αχειροποίητα, che significa "non dipinta da mani umane". E così il ritratto fu chiamato: Nostra Signora Achiropita.

Il fascino e il mistero dell’Achiropita di Rossano continuano a incantare fedeli e studiosi.
È considerata la protettrice di Rossano e della Calabria, rappresentata spesso come Odigitria (colei che indica il Figlio come Via). La devozione rossanese verso la "Mamma Nostra" è profondamente radicata.


