India: la fede sotto pressione


L' India è considerata la democrazia più grande del pianeta per numero di elettori e abitanti, con oltre 1,4 miliardi di persone.
Il sistema si fonda sulla Costituzione laica e pluralista scritta nel 1950 sotto la guida di B.R. Ambedkar, che tutela i diritti delle minoranze in uno Stato federale composto da 28 Stati e 8 territori.
La Costituzione tutela la libertà religiosa. Eppure, per molti cristiani, professare la propria fede è diventato sempre più difficile.
Nel 2025 lo United Christian Forum ha registrato 706 episodi di violenza o intimidazione contro cristiani fino a novembre.
Aggressioni, interruzioni delle celebrazioni, arresti e accuse di conversioni forzate colpiscono soprattutto alcune aree del Paese. La situazione non è uniforme, ma la preoccupazione nella Chiesa indiana continua a crescere.
Nel febbraio 2026 la Conferenza episcopale cattolica dell’India ha chiesto l’abrogazione delle norme ritenute incompatibili con la libertà religiosa, denunciando anche il carcere inflitto a persone accusate, senza fondamento, di conversioni forzate.
A guidare oggi l’episcopato indiano è il cardinale Anthony Poola, primo cardinale dalit della storia. Le sue indicazioni sono chiare: in un tempo segnato da divisioni e violenza, la Chiesa deve essere un segno di riconciliazione, dialogo e speranza.

La Chiesa in India non risponde soltanto denunciando situazioni illegali, ma continua a costruire scuole, ospedali, opere sociali e programmi di aiuto; chiede libertà per tutti, difende i più vulnerabili e continua a servire anche quando servire diventa difficile.
Per sostenere concretamente la Chiesa in India nelle comunità povere e vulnerabili attraverso interventi di emergenza, salute, istruzione, lavoro, lotta alla tratta e costruzione della pace:
• Conferenza episcopale cattolica dell’India (CBCI), per conoscere le iniziative della Chiesa cattolica indiana.
• Caritas India, per sostenere gli interventi umanitari e sociali.
• Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS), per aiutare specificamente le comunità cristiane che vivono persecuzione, discriminazione o povertà.



