Beata Rani Maria: il perdono all'uomo che l'ha assassinata

Aggiornamento: 6 giorni fa

La francescana Rani Maria Vattalil dedicò la propria vita ai contadini poveri, alle donne e alle famiglie sfruttate. Li aiutava a organizzarsi per difendere i propri diritti economici, mettendosi contro gli interessi di alcuni potenti locali.
Nel 1995, mentre viaggiava in autobus, fu assassinata brutalmente. Aveva 41 anni.
Dopo la sua morte, la sorella di Rani Maria, anch'essa religiosa, incontrò Samandar Singh e contribuì a un percorso di riconciliazione.
L'abbraccio della madre
Commossa dal pentimento del giovane e guidata dalla preghiera, la madre di suor Rani Maria si recò in carcere. Baciò le mani di Singh – le stesse mani che avevano ucciso sua figlia – e pronunciò le parole: "Tu sei mio figlio".
Una vita rinnovata
Toccato da questo amore incondizionato, Samandar Singh visse una radicale conversione interiore. Grazie alla formale richiesta di grazia e all'intercessione della stessa famiglia Vattalil, Singh ottenne una riduzione della pena e fu scarcerato nel 2006.
Da allora, l'ex assassino ha cambiato vita: lavora come contadino e, ogni anno il 25 febbraio (anniversario del martirio), si reca in pellegrinaggio sulla tomba di suor Rani Maria per offrire il grano del suo raccolto in segno di profonda gratitudine e riparazione.
Il 4 novembre 2017, durante la solenne celebrazione a Indore in cui suor Rani Maria è stata proclamata Beata, Samandar Singh era presente tra i fedeli, testimoniando pubblicamente come il perdono cristiano sia stato capace di riscattare la sua esistenza.
Perché è una storia incredibile: il perdono non cancellò il delitto, ma spezzò la spirale dell'odio. È una testimonianza concreta di come la fede cristiana possa arrivare ad amare persino il proprio nemico.


