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Eccezionale esposizione della Sacra Lancia, reliquia della Passione sopravvissuta nei secoli

  • Immagine del redattore: Stampa Internazionale
    Stampa Internazionale
  • 2 mar
  • Tempo di lettura: 3 min

All'inizio della Quaresima, la Basilica di San Pietro offre un rito che cattura l'attenzione dei pellegrini: la solenne esposizione della Lancia di San Longino, che trafisse Cristo.


E' uno di quei gesti liturgici che uniscono memoria, fede e contemplazione: il sabato della prima settimana di Quaresima, la Sacra Lancia viene solennemente esposta alla venerazione dei fedeli e alla meditazione del mistero del Cuore trafitto di Nostro Signore Gesù Cristo.


L'evangelista riporta: «Ma uno dei soldati gli colpì il costato con una lancia, e subito ne uscì sangue e acqua» (Gv 19,34). San Giovanni sottolinea solennemente il valore della testimonianza: «Chi ha visto ne dà testimonianza e la sua testimonianza è vera; egli sa che dice il vero, perché anche voi crediate» (Gv 19,35). E aggiunge: «Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto» (Gv 19,37; cfr. Zc 12,10).

Il sangue e l'acqua sgorgati dal costato di Cristo furono intesi fin dai primi secoli come il segno dei sacramenti, in particolare del Battesimo e dell'Eucaristia. Il costato aperto del Salvatore diventa così, nella contemplazione cristiana, la sorgente da cui nasce la Chiesa.


La lancia, strumento di tortura, viene reinterpretata nella fede come segno paradossale dell’amore redentore.
Longino statua basilica bernini
  • La tradizione identifica il soldato romano con San Longino. Sebbene il suo nome non compaia esplicitamente nei Vangeli, è presente nella tradizione antica e nell'iconografia cristiana. È spesso associato al centurione che, assistendo agli eventi della morte di Cristo, confessò: "Veramente quest'uomo era Figlio di Dio" (cfr. Mt 27,54). La lancia non è quindi solo un oggetto storico, ma diventa elemento della memoria viva della Passione.


  • Storicamente, la venerazione di una reliquia associata alla lancia è attestata a Gerusalemme nel VI secolo. I pellegrini ne menzionano la presenza tra le reliquie della Passione. All'inizio del VII secolo, la reliquia fu trasferita a Costantinopoli e incorporata nel tesoro imperiale, conferendo un notevole prestigio spirituale alla capitale bizantina. I secoli successivi videro l'emergere di numerose rivendicazioni.


  • Nel XIII secolo, un frammento presentato come la punta spezzata della lancia fu acquisito da Re Luigi IX e collocato nella Sainte-Chapelle di Parigi. Questo frammento scomparve durante la Rivoluzione Francese.


  • La reliquia ora conservata nella Basilica di San Pietro a Roma è legata a un trasferimento documentato della fine del XV secolo. Nel 1492, la lancia, allora conservata a Costantinopoli, fu inviata a Roma dal sultano Bayezid II a Papa Innocenzo VIII, in uno specifico contesto diplomatico. Il suo arrivo fu segnato da una solenne processione nella Città Eterna. Da allora in poi, la reliquia fu conservata in Vaticano.


  • Nel XVII secolo, con il completamento della nuova Basilica di San Pietro, la reliquia fu collocata nella Colonna di San Longino, uno dei grandi pilastri che sorreggevano la cupola. La monumentale statua del Bernini raffigura il centurione che impugna la lancia, come colto in un movimento interiore. L'architettura diventa così una catechesi visiva sulla Passione.

esposizione lancia longino centurione
Ogni sabato della prima settimana di Quaresima, l'esposizione eccezionale della Sacra Lancia fa parte del percorso spirituale della Via Crucis romana. Essa guida i fedeli alla contemplazione della Passione, come preludio al Triduo Pasquale. Non si tratta di uno spettacolo, ma di un atto liturgico che rimanda al mistero centrale della fede: il sacrificio redentore di Cristo.

  • Nella dottrina cattolica, la venerazione delle reliquie è sempre rivolta a Cristo. Una reliquia è onorata per il suo significato e per Colui a cui rimanda. La Chiesa, con prudenza, non sempre si pronuncia in modo definitivo sull'autenticità materiale quando la storia è complessa. La fede non si fonda sulla certezza archeologica, ma sulla Rivelazione trasmessa attraverso la Scrittura e la Tradizione.


  • La Santa Lancia riconduce al mistero del Cuore trafitto. La trafittura del cuore non è intesa come un mero atto di violenza, ma come l'apertura di un passaggio di grazia. Da questo costato trafitto scaturiscono salvezza e misericordia. Il tempo di Quaresima invita proprio a guardare a Colui che è stato trafitto (cfr Gv 19,37), per entrare più profondamente nel mistero della Croce.


 
 

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