Una catechesi sulla Penitenza: lo spettacolare confessionale barocco scolpito da Fantoni
- CP San Carlo Borromeo

- 28 feb
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 1 mar

Oggi daremo un'occhiata a uno splendido confessionale barocco che si trova nella Cattedrale di Santa Maria Maggiore a Bergamo. Il confessionale in noce fu intagliato da Andrea Fantoni nel 1704 su commissione del Canonico Giovan Pietro Mazza.

Ciò che colpisce particolarmente di questo confessionale non è semplicemente la splendida fattura dell'opera (che è già di per sé spettacolare), ma anche il contenuto accuratamente selezionato delle sculture, interamente realizzate pensando al penitente e al confessore.
Come mai, vi chiederete. All'interno del confessionale si trovano diverse immagini didattiche pertinenti al sacramento della Confessione, come anche all'atteggiamento del confessore e, in particolare, del penitente. Un catechismo sul sacramento della Confessione, in immagini.

Possiamo trovare temi legati al pentimento, alla misericordia, alla giustizia divina e al perdono. Non è esagerato affermare che l'intera opera sia una sorta di "catechismo" della misericordia, della giustizia e del perdono di Dio, tanto bello per i suoi contenuti didattici quanto per la sua forma, bella e nobile.


Fantoni ha incluso nel progetto del suo confessionale diverse immagini allegoriche (come figure che rappresentano la fede, la giustizia e la misericordia), nonché scene tratte dalle Scritture pertinenti al sacramento della Confessione.

Ad esempio, all'apice del confessionale, troviamo un'immagine di Dio Padre e una scena di Cristo che consegna le chiavi a Pietro, il che è ovviamente un riferimento a Giovanni 20,23, dove Cristo conferisce il potere di legare e sciogliere: "A chi perdonerete i peccati saranno perdonati e a chi non li rimetterete, saranno non rimessi". Il rapporto con il sacramento è abbastanza chiaro e non necessita di ulteriori spiegazioni.


Intorno a questo si trovano quattro figure completamente scolpite. Si tratta di figure allegoriche che rappresentano virtù come la saggezza, la gentilezza, la misericordia e il silenzio.

Forse i più notevoli sono i pannelli allineati nel punto in cui il confessore siede all'interno del confessionale. Qui troviamo un grande rilievo scolpito tratto dal racconto del Vangelo di Luca (7, 11-17) in cui Cristo risuscita dai morti il figlio di una vedova di Nain, un riferimento tipologico alla nostra morte (al peccato) e resurrezione (a nuova vita) attraverso il sacramento della Confessione.

Ci sono anche due pannelli più piccoli posti di fronte al confessore (che servono quindi anche allo scopo pratico di garantire la privacy sia al confessore che al penitente) raffiguranti allegorie di giustizia e misericordia.


Tutti questi sono potenti promemoria del fatto che il confessore è lì per esigere la giustizia, la misericordia e il perdono di Dio.
Anche le due figure più grandi sono figure allegoriche, raffigurate mentre tengono delle tende. Queste tende, in definitiva, fungono da strumento artistico per creare una barriera pratica che nasconde il penitente.

Intorno al confessionale, si trovano diverse scene in rilievo che raffigurano la passione e la morte di Cristo, oltre a una scena di Mosè che fa scaturire l'acqua da una roccia: un duplice riferimento alla misericordia divina.
Ci vengono presentate anche immagini di penitenti famosi nelle figure di Santa Maria Maddalena e Santa Maria Egiziaca.

L'intera opera è un trattato sull'insegnamento della Chiesa riguardo il sacramento della penitenza: ci ricorda le sue origini divine, il potere della Chiesa e del sacramento di legare e sciogliere i nostri peccati; ci ricorda che Dio è un Dio di giustizia e anche di misericordia.
È chiamato sacramento della Penitenza poiché consacra un cammino personale ed ecclesiale di conversione, di pentimento e di soddisfazione del cristiano peccatore.
L'opera ci mostra il potere e lo scopo dell'arte liturgica cristiana, che è quello di insegnarci e aiutarci a predisporci a ricevere e beneficiare fruttuosamente di quei sacri misteri.

