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La Corporazione di Santo Stefano per i Ministranti (Sancti Stephani Archisodalitas).

  • Immagine del redattore: Stampa Internazionale
    Stampa Internazionale
  • 26 dic 2025
  • Tempo di lettura: 2 min
La medaglia ovale bifacciale ha un profondo significato e il cordone rosso commemora il sangue di Santo Stefano, versato per Cristo e la gloria della Sua Chiesa.
La medaglia ovale bifacciale ha un profondo significato e il cordone rosso commemora il sangue di Santo Stefano, versato per Cristo e la gloria della Sua Chiesa.

L'Arciconfraternita di Santo Stefano è l'unica corporazione internazionale ufficiale di ministranti. Il suo scopo è la loro formazione e organizzazione.

Promuove un elevato standard di servizio all'altare, grazie al quale il ministrante può santificare la propria anima e ottenere la salvezza. Può anche edificare i fedeli cristiani e adornare i riti con la sua presenza e riverenza.

Fu fondata come confraternita nel 1905 da Padre Hamilton McDonald presso la Cattedrale di Westminster a Londra, con la benedizione del Cardinale Francis Bourne. Nello stesso anno, Papa San Pio X diede la sua approvazione alla Corporazione, insieme alla sua benedizione. Nel 1906, fu elevata al rango di Arciconfraternita. Nel 1907 fu pubblicato il suo primo manuale, una risorsa classica per coloro che servono all'altare.


Il cordone e la medaglia rossi della Gilda sono facilmente riconoscibili in diverse parrocchie che hanno il privilegio di essere affiliate a un'organizzazione così prestigiosa. La medaglia ovale bifacciale ha un profondo significato e il cordone rosso commemora il sangue di Santo Stefano, versato per Cristo e la gloria della Sua Chiesa.



Il fronte riporta i dettagli del Chi-Rho, un antico monogramma per il nome di Cristo, che combina le lettere greche X e P.

Era il simbolo di vittoria che Cristo rivelò a Costantino e lo condusse alla vittoria nella battaglia di Ponte Milvio a Roma: "In hoc signo vinces!" ovvero "In questo segno vincerai!".


Sul fronte è inciso anche il motto: "Cui Servire Regnare Est" ("Servire Lui è regnare"), in riferimento a Cristo. I chierichetti imitano Cristo, che non venne per essere servito, ma per servire. Anche il patrono, Santo Stefano, serviva all'altare in qualità di diacono ordinato nella Chiesa primitiva. Beato chi serve il Signore presso il suo santo altare.


In alto è raffigurata la corona del martirio, un simbolo popolare attribuito ai martiri. Rappresenta il trionfo supremo del dono completo della propria vita a Cristo. Santo Stefano ha la particolarità di essere il "protomartire", ovvero il primo martire ad aver versato il suo sangue e a essere morto per Cristo e la religione cristiana.


In basso è raffigurata una coppia di rami di palma, un altro simbolo attribuito alla vittoria dei martiri. La palma simboleggia il trionfo dello spirito sulla carne nella battaglia terrena per la salvezza eterna.


Sul retro della medaglia è incisa in latino la scritta: Sancti Stephani Archisodalitas ("Arciconfraternita di Santo Stefano").



Generazioni di ministranti hanno beneficiato del Manuale dei Servitori dell'Altare, una risorsa classica pubblicata molti anni fa dall'Arciconfraternita, di cui si può leggere il testo qui sotto.



Per citare il grande Cardinale Griffin nella sua prefazione al manuale:


"Servire all'altare, come cantare nel coro, è, dopo il sacerdozio, il più alto privilegio di cui un laico possa godere.

Egli rappresenta i fedeli e partecipa in modo molto intimo ai ricchi tesori della liturgia e del cerimoniale della Chiesa.

Queste sacre cerimonie dovrebbero essere celebrate con devozione, dignità e attenzione ai dettagli".


Comunità Pastorale San Carlo Borromeo

Parrocchie di Angera, Ranco e Taino

Piazza Parrocchiale 10

21021 Angera VA

0331 930443

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