La benedizione degli Agnus Dei
- CP San Carlo Borromeo

- 9 apr
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Fino a pochi anni fa, con i ceri pasquali usati nelle basiliche romane e con le candele usate dal papa nella festa della Presentazione del Signore, si realizzavano dischi di cera rotondi o ovali.
Su di un lato di questi dischi, veniva incisa l'immagine dell' Agnello di Dio con il labaro della Risurrezione; sull' altro lato, veniva raffigurato un soggetto religioso variabile (generalmente un santo canonizzato di recente).
Proprio per via dell'immagine incisa, questi dischi sono chiamati Agnus Dei.
Questo non si faceva tutti gli anni: soltanto nel primo anno di pontificato di un papa, ogni sette anni dopo la sua elezione e negli anni giubilari.
Gli Agnus Dei erano realizzati da monaci e, il mercoledì dell’Ottava di Pasqua, venivano presentati al papa, il quale li immergeva in acqua mescolata con crisma e balsamo, mentre recitava alcune preghiere consacratorie.

Nella messa papale del sabato successivo (il sabato “in albis”), celebrata nella Cappella Sistina, dopo l’Agnus Dei il papa poneva un pacchetto di questi dischi nella mitra rovesciata di ogni cardinale e vescovo presente alla messa, i quali poi li donavano ai fedeli.
Papa Francesco ha ripreso questa tradizione nel 2016, in occasione del Giubileo della Misericordia. Ecco una foto di un Agnus Dei realizzato per quell’occasione.




