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Come vengono classificate le reliquie?

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    Vatican.va
  • 3 giorni fa
  • Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 20 ore fa

Come vengono classificate le reliquie?
Nel Cattolicesimo si dividono in "insigni" (corpi interi, organi o quantità notevoli di ceneri) e "non insigni".

Le reliquie sono ciò che rimane dei santi. I manuali di solito le classificano in tre categorie. All'interno di ciascuna categoria, vengono fatte ulteriori distinzioni.


Le reliquie dei Beati e dei Santi non possono essere esposte alla venerazione dei fedeli senza un apposito certificato dell’autorità ecclesiastica che ne garantisca l’autenticità.

Le reliquie di prima categoria sono il corpo o un frammento del corpo del santo. Queste sono spesso suddivise in reliquie maggiori (la parte principale del corpo), reliquie minori (parti più piccole, come i denti) e reliquie notevoli (quelle che non sono né minori né maggiori, come le dita).

Le reliquie di seconda categoria sono tutti gli oggetti usati da un santo durante la sua vita, in particolare i suoi abiti o un oggetto devozionale.

Le reliquie di terza categoria sono gli oggetti che sono venuti a contatto con una reliquia di prima categoria o con la tomba del santo.


Analoga disciplina viene applicata anche ai resti mortali (exuviae) dei Servi di Dio e dei Venerabili, le cui Cause di beatificazione e canonizzazione sono in corso. Finché non sono elevati agli onori degli altari tramite la beatificazione o la canonizzazione, i loro resti mortali non possono godere di alcun culto pubblico, né di quei privilegi che sono riservati soltanto al corpo di chi è stato beatificato o canonizzato.


I capelli della Beata Vergine Maria: una reliquia straordinaria giunta a Messina


Tra le reliquie più rare della tradizione cristiana vi sono i capelli della Beata Vergine Maria, custoditi da secoli nella città di Messina. Questa preziosa reliquia è legata alla profonda devozione mariana della città siciliana e al celebre culto della Madonna della Lettera, patrona di Messina.


Secondo l'antica tradizione, la comunità cristiana messinese ricevette dalla Vergine una lettera di benedizione e protezione, insieme ad alcuni capelli della Madre di Dio, considerati una testimonianza tangibile del suo passaggio nella storia della salvezza.


Le cose andarono più o meno così


Nel 42 d.C. san Paolo giunse in Sicilia, approdando a circa 12 Km da Messina, e fu ben accolto dai messinesi. Paolo, oltre che a predicare il Vangelo, parlò loro della madre di Cristo. Quando fu il momento di ritornare in Palestina, volle partire una delegazione di messinesi con lui, disposti ad andare a conoscere Maria e chiederle una benedizione per la loro città. Questa delegazione sarebbe stata composta da Geronimo Origgiano, Marcello Benefacite, Bruzio Ottavia e Centurione Mulè. L’incontro con la Vergine sarebbe avvenuto il 3 giugno dell’anno 42. E non solo questo: la Vergine avrebbe dato loro una lettera da portare in patria, scritta in ebraico, legata con una ciocca dei suoi capelli. Il testo, tradotto  posteriormente al latino, sarebbe stato il seguente:


Secondo l'antica tradizione, la comunità cristiana messinese ricevette dalla Vergine una lettera di benedizione e protezione, insieme ad alcuni capelli della Madre di Dio, considerati una testimonianza tangibile del suo passaggio nella storia della salvezza.

Maria Vergine, figlia di Gioacchino, umilissima serva di Dio, Madre di Gesù Crocefisso, della tribù di Giuda, della stirpe di Davide, salute a tutti i Messinesi e benedizione di Dio Padre Onnipotente. Ci consta, per pubblico strumento, che voi tutti con fede grande avete a noi spedito Legati e Ambasciatori e confessate che il nostro Figlio, generato da Dio, sia Dio e uomo, e che dopo la sua risurrezione salì al cielo, conoscendo voi la via della verità per mezzo della predicazione di Paolo Apostolo eletto. Per la qual cosa, benediciamo voi e la stessa città, della quale Noi vogliamo essere perpetua protettrice. Da Gerusalemme, l’anno 42 di Nostro Figlio. Indizione 1 luna XXVII












Secondo l'antica tradizione, la comunità cristiana messinese ricevette dalla Vergine una lettera di benedizione e protezione, insieme ad alcuni capelli della Madre di Dio, considerati una testimonianza tangibile del suo passaggio nella storia della salvezza.

Secondo l'antica tradizione, la comunità cristiana messinese ricevette dalla Vergine una lettera di benedizione e protezione, insieme ad alcuni capelli della Madre di Dio, considerati una testimonianza tangibile del suo passaggio nella storia della salvezza.

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