top of page

L'Imperatore Foca e la trasformazione del Pantheon in Basilica di Santa Maria ad Martyres

  • Immagine del redattore: CP San Carlo Borromeo
    CP San Carlo Borromeo
  • 1 giorno fa
  • Tempo di lettura: 2 min
Dopo aver salito una serie di strette scale per raggiungere la sommità della cupola del Pantheon, i pompieri si affacciano attraverso l'apertura (di 9 metri di diametro) nel tetto , scaricano sacchi contenenti circa 7 milioni di petali, donati dalla città di Giffoni Valle Piana (SA).

Si tratta di una celebrazione antichissima, già esistente nel Medioevo e che risale al 13 maggio 609 d.C., quando il Pantheon fu donato dall'imperatore Foca Augusto a papa Bonifacio IV. Dopo essere stato sospeso per diversi secoli, nel 1995 il Consiglio Comunale di Roma ha ripristinato l'evento.


Come vuole la tradizione, per circa cinque minuti migliaia di petali di rose rosse piovono dall'oculo centrale del Pantheon, a simboleggiare la discesa dello Spirito Santo su Maria e sugli Apostoli per commemorare il miracolo della Pentecoste. Si tratta di una metafora in cui i petali rappresentano le fiamme con cui lo Spirito Santo si manifestò ai discepoli.


Il Pantheon di Roma forma una sfera di 43,44 metri — grande quanto un palazzo di 14 piani.


Siamo nel 125 d.C. quando l'imperatore Adriano fa costruire una rotonda in calcestruzzo a Roma. Il progetto non ha nulla di ovvio: l'altezza interna è esattamente uguale al diametro.


Quarantatré virgola quarantaquattro metri in entrambe le direzioni. Una proporzione così precisa che lo spazio interno inscrive una sfera perfetta senza un millimetro di scarto.


Non è decorazione. È geometria applicata con un'esattezza che ancora oggi ci lascia senza risposta a una domanda fondamentale: come ci sono arrivati?


La cupola pesa oltre 5.000 tonnellate. I romani la costruirono senza calcestruzzo armato, variando la composizione dei materiali mano a mano che salivano: travertino e tufo alla base, dove lo spessore raggiunge i 6 metri; pietra pomice quasi in cima, dove si assottiglia a 1,40 metri. Non è alleggerimento casuale — è un calcolo strutturale distribuito su tutta la volta.


L'oculus al centro misura 8,92 metri di diametro. Non ha vetro, non ha copertura. Da quasi 1900 anni entra la pioggia, entra il sole, entra la luce che scorre sul pavimento come un orologio.


E poi c'è il dato che nessuno si aspetta: la cupola di San Pietro, costruita oltre 1400 anni dopo, misura 42,52 metri. Quella di Adriano è più grande. La cupola di Brunelleschi a Firenze — celebrata come il miracolo del Rinascimento — supera il Pantheon solo in diagonale. In calcestruzzo non armato, nessuna cupola al mondo ha ancora raggiunto quei 43,44 metri.


I romani costruirono il record del mondo. E il record è ancora lì, in piazza della Rotonda, aperto al pubblico, con la pioggia che ci entra dentro...


Ogni anno, in occasione della Pentecoste, intorno a mezzogiorno, centinaia di romani e turisti, con le macchine fotografiche in mano, cercano di accalcarsi nello spazio angusto del Pantheon per assistere a uno degli spettacoli più singolari della Città Eterna.



Lancio di petali di rosa dall'Oculos del Pantheon per la Pentecoste




Comunità Pastorale San Carlo Borromeo

Parrocchie di Angera, Ranco e Taino

Piazza Parrocchiale 10

21021 Angera VA

0331 930443

  • YouTube
  • Telegram
  • Whatsapp
  • Instagram
  • Facebook
bottom of page