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Ouessant scrive a re Carlo III per un antico debito di gratitudine

  • Immagine del redattore: Stampa Internazionale
    Stampa Internazionale
  • 9 mag
  • Tempo di lettura: 2 min

Un’iniziativa che potrebbe sembrare sorprendente se la stessa storia della chiesa di Saint-Pol-Aurélien non fosse intimamente legata alla monarchia britannica. In questa terra rivolta verso l’oceano, dove i campanili hanno a lungo guidato i marinai così come scandivano la preghiera degli abitanti, molti sperano ora che la storia nata dalla tragedia del Drummond Castle possa ancora attraversare la Manica e risvegliare, nel re Carlo III, il ricordo di un antico debito di gratitudine tra due popoli uniti dal mare e dalla memoria dei morti.

All’estrema punta occidentale della Francia, dove l’Atlantico colpisce con violenza le coste bretoni, la chiesa di Saint-Pol-Aurélien domina da secoli la vita spirituale dell’isola di Ouessant.


Ouessant scrive a re Carlo III per un antico debito di gratitudine

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Ma oggi l’edificio attraversa una crisi grave. La chiesa è stata chiusa al pubblico. La causa: una struttura del tetto fortemente degradata che minaccia direttamente la stabilità della copertura. Secondo le prime stime, il costo dei lavori necessari potrebbe raggiungere 1,5 milioni di euro, una somma considerevole per un piccolo comune insulare.


Da diversi mesi gli abitanti si mobilitano senza sosta. Pasti solidali, mercatini, aste ed eventi locali hanno permesso di raccogliere circa 50.000 euro. Una raccolta fondi promossa dalla Fondazione del patrimonio tenta inoltre di sostenere l’impegno per il restauro. Ma di fronte alla portata dei lavori, tutti sanno che queste iniziative, per quanto generose, probabilmente non basteranno.


Di fronte a questa situazione critica, l’associazione per la salvaguardia del patrimonio religioso dell’isola ha deciso di inviare, martedì 5 maggio, una lettera al re Carlo III per chiedere il suo aiuto.


Un’iniziativa che potrebbe sembrare sorprendente se la stessa storia della chiesa di Saint-Pol-Aurélien non fosse intimamente legata alla monarchia britannica.

Il campanile della chiesa è stato donato dalla regina d’Inghilterra, la regina Vittoria, in seguito al naufragio di un piroscafo tra l’isola di Ouessant e l’isola di Molène, il Drummond Castle, nel 1896.

In questa terra rivolta verso l’oceano, dove i campanili hanno a lungo guidato i marinai così come scandivano la preghiera degli abitanti, molti sperano ora che la storia nata dalla tragedia del Drummond Castle possa ancora attraversare la Manica e risvegliare, nel re Carlo III, il ricordo di un antico debito di gratitudine tra due popoli uniti dal mare e dalla memoria dei morti.

La tragedia del Drummond Castle resta una delle più grandi catastrofi marittime della fine del XIX secolo. Nella notte tra il 16 e il 17 giugno 1896, il piroscafo britannico, che collegava l’Inghilterra al Sudafrica, si schiantò contro gli scogli al largo di Ouessant in condizioni meteorologiche particolarmente difficili. Il naufragio causò centinaia di vittime.


Gli abitanti dell’isola si mobilitarono allora per recuperare i corpi restituiti dall’oceano e offrire ai marinai britannici funerali cristiani dignitosi.


Questo gesto di solidarietà profondamente umano e spirituale segnò duramente le relazioni tra Ouessant e il Regno Unito.


In segno di riconoscenza, la regina Vittoria finanziò successivamente il campanile della chiesa di Saint-Pol-Aurélien, creando così un legame storico unico tra questo santuario bretone e la Corona britannica.

Nella lettera indirizzata al sovrano britannico, l’associazione sottolinea che «Anche se la Gran Bretagna è un’isola immensa rispetto a Ouessant, conosciamo il prezzo delle perdite in mare; inoltre i luoghi di culto, soprattutto nei territori isolati, sono spazi essenziali di consolazione, di aggregazione e di vita comunitaria.»


In questa terra rivolta verso l’oceano, dove i campanili hanno a lungo guidato i marinai così come scandivano la preghiera degli abitanti, molti sperano ora che la storia nata dalla tragedia del Drummond Castle possa ancora attraversare la Manica e risvegliare, nel re Carlo III, il ricordo di un antico debito di gratitudine tra due popoli uniti dal mare e dalla memoria dei morti.

In questa terra rivolta verso l’oceano, dove i campanili hanno a lungo guidato i marinai così come scandivano la preghiera degli abitanti, molti sperano ora che la storia nata dalla tragedia del Drummond Castle possa ancora attraversare la Manica e risvegliare, nel re Carlo III, il ricordo di un antico debito di gratitudine tra due popoli uniti dal mare e dalla memoria dei morti.

Comunità Pastorale San Carlo Borromeo

Parrocchie di Angera, Ranco e Taino

Piazza Parrocchiale 10

21021 Angera VA

0331 930443

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