11 citazioni dalle "Confessioni" di Sant'Agostino, fondamentali per la vita cristiana


1. I tempi della conversione sono i tempi di Dio.
Quanti di noi, nati in famiglie cattoliche, hanno conosciuto Dio solo in età adulta? Non è mai troppo tardi per tornare a Lui; Dio è sempre con noi . Eravamo noi ad essere lontani da Lui.
«Tardi ti amai, bellezza così antica e così nuova, tardi ti amai! Sì, perché tu eri dentro di me e io fuori. Lì ti cercavo. Deforme, mi gettavo sulle belle forme delle tue creature. Eri con me, e io non ero con te. Mi tenevano lontano da te le tue creature, che non esisterebbero se non esistessero in te.
Mi chiamasti, e il tuo grido sfondò la mia sordità; balenasti, e il tuo splendore dissipò la mia cecità; diffondesti la tua fragranza, e respirai e anelo verso di te; gustai e ho fame e sete; mi toccasti, e arsi di desiderio della tua pace.»
Sant’Agostino, Le Confessioni, X, 27, 38

2. Dio è colui che chiama sempre, che cerca sempre e che si prende cura personalmente di ciascuno di noi.
Quante volte non capiamo cosa ci accade nella vita. Quante cadute, quanto dolore. Anche quando sembra che siamo soli in mezzo all'incertezza, Dio è sempre lì. Dio parla, consola e ci plasma dolcemente , anche in mezzo al dolore.
«Allora tu, mio Dio, con mano dolcissima e piena di misericordia, andavi plasmando a poco a poco il mio cuore.»
Sant’Agostino, Le Confessioni, V, 5, 1

3. Chiedere a Dio significa anche essere disposti ad ascoltare e ricevere ciò che ci dona. Dio non commette mai errori.
Quante volte abbiamo alzato gli occhi al cielo, chiedendo qualcosa a Dio? Gli abbiamo affidato i nostri desideri e i nostri sogni. Gli abbiamo chiesto di alleggerire il nostro fardello . A volte sembra che non ci ascolti. Ma Lui ci ascolta sempre e ci concede ciò che sa essere meglio per ciascuno di noi.
«Tu, Verità, sei al di sopra di tutti coloro che ti consultano e rispondi nello stesso tempo a tutti quelli che ti interrogano, anche se ti chiedono cose diverse. La tua risposta è chiara, ma non tutti la ascoltano chiaramente. Tutti ti consultano su ciò che vogliono, ma non sempre ascoltano ciò che vogliono. Il tuo servo migliore, invece, è colui che non cerca tanto di sentirsi dire da te ciò che vuole, quanto piuttosto di volere ciò che ascolta da te.»
Sant’Agostino, Le Confessioni, X, 26, 37

4. Dio conosce le parti più profonde del nostro essere; è Lui che lo ha plasmato con le Sue stesse mani.
È difficile credere che siamo veramente figli di Dio, ognuno di noi. Persino coloro che non credono in Lui. Dio conosce ogni angolo del nostro essere, ogni pensiero, ogni sogno, ogni desiderio, ogni caduta, ogni lotta. Lui è presente perché sono state le Sue stesse mani a plasmare la nostra esistenza.
«Mio Signore Dio, tu sei nel mio intimo più profondo (III, 6, 11))
Tu, o Dio, sei presente anche in coloro che fuggono da te (II, 2, 2)
O Signore, onnipotente e buono, che ti prendi cura di ciascuno dei tuoi figli come se fosse l'unico, e che ti prendi cura di tutti loro come se fossero uno solo! (III, 11, 19)
Tu sei, mio Dio, inaccessibile e vicino, segretissimo e presente ( III, 4, 7) »

5. Dio ci plasma attraverso gli altri. La responsabilità dell'amore incondizionato
Santa Monica, madre di Sant'Agostino, ci insegna che tutto il dolore e la paura che proviamo nell'allevare i figli, se affidati a Dio, portano frutto.
«Per il mio amore mia madre, tua fedele, piangeva davanti a te, versando più lacrime di quante ne versino le madri alla morte fisica dei figli. Grazie alla fede e allo spirito che aveva ricevuto da te, vedeva la mia morte; e tu l’esaudisti, Signore. L’ esaudisti e non disprezzasti le sue lacrime, che bagnavano la terra sotto i suoi occhi ovunque pregasse.» (III, 11, 19.)

6. Dio è la nostra unica consolazione di fronte alla morte
Perdere una persona che amiamo profondamente è così doloroso che potremmo persino desiderare la morte stessa. Senza Dio, siamo persi, soli. Ma Lui comprende questo dolore e ci promette una futura riunione, senza separazione, nella vita eterna. Questa promessa dovrebbe riempirci di speranza e restituirci la gioia perduta a causa dell'assenza fisica di coloro che ci hanno lasciato.
«Beato colui che ama te, Signore, e ama l’amico in te e il nemico per amore tuo; perché l’unico che non perde i propri cari è colui che li ama e li possiede in Colui che non può perdersi. E chi è costui se non tu, nostro Dio, che hai fatto il cielo e la terra e li riempi, poiché riempiendoli li hai creati?»
Sant’Agostino, Le Confessioni, IV, 9, 14

7. La misericordia di Dio è infinita. Non stanchiamoci mai di chiedere perdono.
Ci sono giorni in cui vorremmo arrenderci. È una battaglia che sembra di perdere ripetutamente, stanchi di cadere e di chiedere sempre perdono per le stesse cose. Dio non si stanca mai di perdonarci; siamo noi che pensiamo di non essere più degni del suo perdono . La sua misericordia è infinita.
«A te sia lode e gloria, o Dio, fonte di misericordia! Io mi trovavo sempre più nella miseria, e tu ti avvicinavi sempre di più a me. La tua mano era pronta a sollevarmi dal fango e a purificarmi, ma io non lo sapevo.»
Sant’Agostino, Le Confessioni, VI, 6, 9

8. La generosità nella comunità cristiana è una vera via per la conversione.
Soprattutto in questo periodo, è essenziale dedicare la nostra attenzione ai fratelli e alle sorelle che necessitano della nostra generosità e del nostro affetto. Molte persone soffrono la fame, mentre altre vivono nell'abbondanza.
«Avevamo pensato di mettere in comune ciò che ciascuno possedeva, formando così un patrimonio comune a tutti; grazie alla nostra sincera amicizia, non ci sarebbe più stato un “mio” e un “tuo”, ma tutto sarebbe appartenuto a tutti e a ciascuno.»
Sant’Agostino, Le Confessioni, VI, 14, 24

9. Dio si lascia trovare da chi ha un cuore umile
In un mondo in cui si dà valore all'immagine e ai beni materiali, Sant'Agostino ci ricorda che è sugli umili che Dio posa il suo sguardo benevolo .
«Tu non ti avvicini, o Dio, se non a coloro che hanno il cuore contrito, né ti lasci trovare dai superbi, per quanto, nella loro curiosità e abilità, possano contare le stelle, conoscere e misurare i loro percorsi nelle regioni del cielo.»
Sant’Agostino, Le Confessioni, V, 3, 5

10. La morte non è la fine. La vera vita è con Dio.
Desiderosa di immortalità, l'umanità si sforza di evitare la morte, di prolungare la giovinezza e disprezza tutto ciò che ci ricorda che la vita è fugace, che il corpo si deteriora e che avrà fine. Sant'Agostino ci ricorda che la nostra vera casa è il Cielo.
«La nostra casa non crolla per la nostra assenza: la nostra casa è la tua eternità.»
Sant’Agostino, Le Confessioni, IV, 16, 31

11. Il riposo e il senso della nostra esistenza si trovano solo in Dio.
Quel desiderio umano dell'infinito non è altro che l'espressione di quella nostalgia di Dio, di quella chiamata all'eternità. Potremo soddisfare quell'anelito, quella fame, solo nutrendoci di Dio.
«Ci hai fatti per te e inquieto è il nostro cuore finché non riposa in te.»
Le Confessioni, I, 1, 1




