Stai attraversando un periodo difficile? Questi santi possono aiutarti!

Aggiornamento: 30 ago

Chi meglio di chi ha già vissuto una tua difficoltà potrebbe comprenderti? I santi non sono estranei alla sofferenza: anche loro hanno affrontato momenti di tristezza, solitudine, senso di colpa e ansia, e hanno trovato in Dio la forza di andare avanti.
"I santi sono quegli amici che hanno provato le tue stesse emozioni e sono lì per ascoltarti e intercedere per te"
Se stai attraversando un momento difficile, forse puoi identificarti con uno di questi quattro santi:
Tristezza: San Giovanni della Croce
Furono i suoi stessi confratelli religiosi a imprigionarlo. In una cella senza luce, scrisse " La notte oscura dell'anima" , una delle poesie più belle mai scritte.
L'oscurità non lo ha sconfitto, lo ha trasformato.

L'incapacità a perdonare se stessi: San Pietro
Nella notte in cui Gesù aveva più bisogno di lui, egli Lo rinnegò per tre volte. Uscì e pianse da solo. Eppure, in seguito, Gesù gli disse: «Pasci le mie pecore». Non lo mise da parte e non lo abbandonò. Lo scelse di nuovo.

Solitudine: Santa Teresa di Calcutta
Ha trascorso cinquant'anni sentendosi sola, persino lontana da Dio. Le sue lettere, pubblicate postume, rivelano decenni di oscurità interiore. Eppure ha continuato a servire. Diceva:
"Dio non mi ha chiamata ad avere successo. Mi ha chiamato ad essere fedele".

Ansia: Sant'Ignazio di Loyola
A trent'anni, una palla di cannone pose fine alla sua carriera militare. Ha dovuto reimparare chi fosse da zero. Da quella crisi nacque il discernimento: l'arte di distinguere ciò che porta pace da ciò che genera paura. Non si lasciò sopraffare dall'ansia; la trasformò in un metodo.
Se hai avuto la sensazione di poterti immedesimare nella vita di un santo, puoi chiedere la sua intercessione per affrontare un momento difficile

Chi era Giovanni della Croce
San Giovanni della Croce nacque nel 1542 a Fontiveros, in Castiglia, in una famiglia poverissima. Rimase presto orfano di padre e crebbe in condizioni economiche molto difficili. Entrò nei Carmelitani e conobbe Teresa d'Avila, che sarebbe diventata la sua grande compagna nella riforma dell'ordine. I due volevano riportare il Carmelo a una vita molto più austera: preghiera, silenzio, povertà, solitudine e contemplazione.
Ed è qui che comincia il problema.
I Carmelitani favorevoli alla riforma, gli Scalzi, entrarono in conflitto con i Carmelitani dell'antica osservanza, i Calzati.
La notte in cui venne rapito
Nella notte tra il 2 e il 3 dicembre 1577, Giovanni si trovava ad Ávila. Un gruppo di Carmelitani dell'antica osservanza lo catturò insieme al confratello Germano di San Mattia. Non fu un arresto civile. Fu una cattura all'interno del suo stesso ordine religioso. Giovanni venne bendato e condotto clandestinamente verso Toledo; successivamente, sottoposto a interrogatorio davanti ai superiori dei Calzati, gli fu chiesto di rinunciare alla riforma. Giovanni rifiutò.
Fu quindi dichiarato ribelle e rinchiuso nella prigione conventuale.
La cella
La cella era terribile.
Non era una normale stanza monastica; misurava circa 2,70 metri per 1,60, era priva di finestra e riceveva luce soltanto attraverso una piccola feritoia
In completo isolamento, Giovanni non sapeva con certezza cosa stesse accadendo fuori. Non sapeva quanto tempo sarebbe rimasto lì. Non poteva comunicare normalmente con gli amici.
Era praticamente scomparso dal mondo.
La prigione gli tolse:
• la libertà;
• il contatto con gli amici;
• la sicurezza;
• il controllo del futuro;
• perfino la possibilità di vedere.
Ma, in una lettura spirituale,
quelle privazioni divennero uno spazio nel quale imparare ad amare senza possedere.

"Notte" diventa quindi il momento nel quale l'anima viene progressivamente liberata dall'attaccamento alle proprie certezze, ai propri desideri e alle proprie immagini di Dio
Questa formula “aunque es de noche” (“anche se è notte”) ritorna continuamente nei suoi scritti, quasi come una professione di fede:
Non vedo, ma so. Non comprendo, ma amo. È notte, ma la fonte c'è.
Noche oscura
« O notte che mi guidasti !
O notte amabile più dell'aurora !
O notte che riunisti
l'Amato con l'amata,
amata nell'Amato trasformata ! »



