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"Questo gruppo non è riconosciuto dalla Chiesa": la diocesi di Poitiers mette in guardia contro l'Ordine romano di Maria Regina di Francia

  • Immagine del redattore: Stampa Internazionale
    Stampa Internazionale
  • 27 giu
  • Tempo di lettura: 4 min

L'Ordine Romano di Maria Regina di Francia si presenta come una comunità religiosa cattolica. Tuttavia, diverse diocesi stanno ora mettendo in guardia contro questo movimento, citando la sua mancanza di riconoscimento canonico e i potenziali abusi.

Secondo i documenti diffusi dal gruppo, la sua fondazione risale al 16 luglio 2020, con il nome di Ordine Romano di Maria Redentrice. Si presenta come una comunità che vive di preghiera, lavoro agricolo e mutuo soccorso fraterno, con la missione dichiarata di sostenere la Chiesa, la Francia e le nazioni cristiane.


Tuttavia, il mondo creato dal movimento non si limita alla vita comunitaria. Le sue pubblicazioni dedicano ampio spazio a rivelazioni private attribuite a un certo "Henri", presentato come un mistico. Esse richiamano inoltre diversi temi del movimento provvidenzialista francese, in particolare la restaurazione cristiana della Francia, la figura del "Grande Monarca" e quella di "Pietro il Romano", figura associata a certe interpretazioni profetiche della storia della Chiesa.


È in questo contesto che diverse autorità ecclesiastiche hanno espresso le proprie riserve. L'8 aprile, la diocesi di Valence ha pubblicato una dichiarazione ufficiale firmata dal vescovo François Durand. Dopo aver esaminato il movimento, il vescovo ha indicato che esso "non ha alcun legame canonico con la Chiesa cattolica" e ha presentato "criteri per potenziali abusi". La dichiarazione ha inoltre sottolineato che il gruppo operava "principalmente attraverso i social media, al fine di reclutare nuovi membri, in particolare giovani adulti".


La diocesi ha quindi esplicitamente raccomandato di "non aderire a questo gruppo né di partecipare alle sue attività".

Il testo menzionava anche la possibilità di segnalare qualsiasi situazione preoccupante al MIVILUDES, la Missione interministeriale per la vigilanza e la lotta contro gli abusi settari.


Qualche settimana dopo, anche la diocesi di Poitiers ha espresso le stesse riserve.

"Pur avendo tutte le apparenze di un gruppo cattolico, non è riconosciuto dalla Chiesa cattolica", ha dichiarato.


Questo chiarimento è importante perché, all'interno della Chiesa, il riconoscimento canonico è uno dei criteri principali per identificare un'opera che agisca realmente in comunione con l'autorità ecclesiastica. I vescovi raramente emettono questo tipo di avvertimento. Quando tali avvertimenti vengono resi pubblici, il loro scopo principale è quello di aiutare i fedeli a esercitare un attento discernimento.


In un'epoca in cui i social media permettono a molti movimenti religiosi di acquisire rapidamente visibilità, i segni esteriori del cattolicesimo non sono sempre sufficienti a garantire un'autentica appartenenza alla Chiesa.

Le posizioni assunte dalle diocesi di Valence e Poitiers ci ricordano dunque l'importanza, per ogni cattolico che desideri entrare a far parte di una comunità, di verificarne il riconoscimento e la reale integrazione nella vita della Chiesa.


La Chiesa cattolica interviene sui falsi mistici per tutelare la fede e prevenire abusi. Lo fa quando presunti veggenti diffondono dottrine contrarie al Vangelo, promuovono interessi economici illeciti, o usano il misticismo per esercitare dominio psicologico e abusi spirituali.

I principali motivi di condanna includono:


  • Errori dottrinali: Messaggi che contraddicono gli insegnamenti biblici e il Catechismo della Chiesa Cattolica.

  • Finalità di lucro: Sfruttamento della credulità popolare per arricchimento personale o raccolta di denaro non trasparente.

  • Abuso spirituale o psicologico: Manipolazione delle coscienze, settarismo e pretesa di sostituirsi all'autorità ecclesiastica.

  • Manipolazione dei fenomeni: Evidenza oggettiva di trucchi o frodi (es. finte stimmate, statue che piangono sangue).

  • Scarsa moralità: Condotta di vita del presunto mistico non conforme ai principi evangelici.


Le sanzioni possono variare dal divieto di diffondere i messaggi alla scomunica nei casi più gravi di eresia o di manipolazione. I fedeli sono comunque sempre liberi di non credere alle rivelazioni private, poiché l'unica Rivelazione pubblica è contenuta nella Sacra Scrittura e nella Tradizione.


D’altra parte, nelle nuove Norme per procedere nel discernimento di presunti fenomeni soprannaturali, il DDF ha precisato che

“è da considerarsi di particolare gravità morale l’uso di esperienze soprannaturali asserite o di elementi mistici riconosciuti come mezzo o pretesto per esercitare un dominio sulle persone o compiere degli abusi” (Art. 16).

Di seguito, alcuni esempi di decreti recanti le disposizioni dell' Autorità Ecclesiastica a tutela della comunità cristiana:



  • Arcivescovo Mons. Rocco Talucci ai Sacerdoti della Diocesi, alcuni orientamenti:


Il fenomeno «apparizioni» sembra appartenere al solo «veggente» e non alla Chiesa, a cui è affidato il «deposito» della fede.

Se il giovane, destinatario di «rivelazioni», con il pretesto di obbedire alla Beata Vergine e a Dio, non sente il dovere di rapportarsi alla Chiesa, all’Arcivescovo, è libero di farlo, ma questo non è modo ecclesiale.

Se vuole organizzare manifestazioni religiose nella campagna di sua proprietà, lo fa per sua libertà personale e familiare, ma non è forma ecclesiale.

Se vuole servirsi dei mezzi di comunicazione per propagandare i vari fenomeni, di cui si prende atto solo sulla sua parola, e accogliere inviti per recarsi in diversi luoghi a parlare del fenomeno, se ne assume la responsabilità, ma non è secondo consuetudine ecclesiale”.


Nel messaggio affidato ai sacerdoti, Mons. Talucci afferma ancora:

È arbitrario, quindi non ecclesiale:

considerare santuario la propria campagna, elevandola a luogo di processione;

esporre a venerazione una statua confezionata secondo la propria visione;

fregiarla di un titolo specifico;

pubblicare immaginette mariane;

formulare preghiere senza l’imprimatur, cioè senza l’approvazione ecclesiastica;

esporre cartelli indicanti un particolare giardino;

distribuire segni devozionali come a pellegrini verso un santuario”.

E ancora: “Non appaiono autentici taluni messaggi rivolti a persone singole impegnandole a seguire forme particolari di adesione.


Comunità Pastorale San Carlo Borromeo

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