Libertà e Potere: citazioni del cardinale Camillo Ruini
- CP San Carlo Borromeo

- 17 giu
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Il cardinale Camillo Ruini , storico presidente della CEI e figura centrale del cattolicesimo italiano scomparso ieri, ha espresso il suo pensiero sul rapporto tra cristianesimo e libertà nel saggio "Un'altra libertà. Contro i nuovi profeti del paradiso in terra" (edito da Rubbettino) e nel libro "Verità è libertà" (edito da Mondadori).
Citazioni tratte da “Un’altra libertà – Contro i nuovi profeti del paradiso in terra”
LIBERTA’ INDIVIDUALE – “Non può esserci una libertà puramente individuale: siamo infatti esseri relazionali, incapaci di esistere e di giungere all’esercizio della libertà se non ricevendo dagli altri e rapportandoci a loro, come anche all’ambiente nel quale viviamo”.
RELATIVISMO E DITTATURA DEL RELATIVISMO – “E’ un atteggiamento oggi molo diffuso, che esclude che una cosa sia in se stessa vera o falsa, giusta o ingiusta, buona o cattiva. Questo atteggiamento viene spesso teorizzato come l’unico giusto e valido, cadendo così in una contraddizione: proprio il relativismo sarebbe giusto in sé e non relativo ai nostri punti di vista. Si verifica allora quella che Benedetto XVI ha definito dittatura del relativismo. Su queste basi viene costruito il ben noto argomento: lasciamo ciascuno libero di abortire o di scegliere l’eutanasia ecc…, mentre al tempo stesso viene escluso il diritto di pensare che l’aborto e l’eutanasia siano un male in se stessi e di agire di conseguenza”.
TRUFFE LINGUISTICHE – “E’ fuor di dubbio, e i fatti lo dimostrano, che la legge sulle ‘disposizioni anticipate di trattamento’, approvata alla fine della XVII legislatura, nel 2017, all’eutanasia abbia aperto le porte, pur senza nominarla. E’ un modo di procedere che definirei un po’ ipocrita, simile a quello usato per legittimare essenzialmente il matrimonio tra persone dello stesso sesso, senza chiamarlo matrimonio ma parlando di unioni civili che poi di fatto finiscono per avere tutta la sostanza di un matrimonio”.
IDRATAZIONE E ALIMENTAZIONE, LA MORTE DI ELUANA ENGLARO PER FAME E PER SETE – “Quanto al tema dell’idratazione e dell’alimentazione, lasciar morire una persona di fame e di sete – o più esattamente, per chiamare le cose con il loro nome, farla morire di fame e di sete – è oggettivamente, al di là delle intenzioni di chi si prefigge questo obiettivo, l’uccisione di un essere umano. Un omicidio. Purtroppo inferto in maniera terribile: nessuno può affermare con certezza che Eluana non abbia sofferto. Se eutanasia significa morte ‘dolce’,‘buona’, la fine di Eluana e di altre persone uccise nello stesso modo è stata peggio dell’eutanasia. Eluana è morta di fame e di sete. Una morte terribile”.
LEGGE EUTANASICA DEL 2017, TESTATE CATTOLICHE, INTELLETTUALI CATTOLICI – “Per me è particolarmente triste che testate e uomini di cultura cattolici abbiano allora negato il carattere eutanasico della legge, sebbene il presidente della Cei cardinale Gualtiero Bassetti avesse affermato con chiarezza che togliere la nutrizione e l’idratazione significa provocare la morte. Avevo osato sperare che quei cattolici non si allineassero all’ordinanza della Corte Costituzionale, e ora la residua speranza è che si compia ogni sforzo per arginare gli effetti che deriveranno dalla sentenza”.
LEGGE SULLE UNIONI CIVILI – “Dico subito che il mio giudizio è decisamente negativo. Equiparare di fatto al matrimonio le unioni tra persone dello stesso sesso significa stravolgere parametri fondamentali, a livello biologico, psicologico, etico, che fino a pochi anni fa tutti i popoli e tutte le culture hanno rispettato. Si tratta di un problema gravissimo, in generale per l’umanità, e nel caso specifico per l’Italia”.
UNIONI CIVILI E ADOZIONE: “Molti pensano che la stepchild adoption significhi che un partner può adottare il figlio che l’altro partner ha avuto in precedenza, da una relazione eterosessuale. Ma non è così: quel figlio non può essere adottato perché ha già due genitori. La stepchild adoption riguarda i figli avuti con l’utero in affitto, se i due partner sono uomini, o con la fecondazione eterologa, se sono donne. Quindi figli ‘costruiti’ appositamente. A questi bambini viene negata la differenza, viene negata la complementarietà tra l’uomo e la donna che non è solo biologica, ma affettiva, complementare e psicologica”.
SU VITA, FAMIGLIA, LIBERTA’ EDUCATIVA LA CHIESA DEVE PARLARE: “ Quando (…) sono in gioco la vita, la famiglia, la libertà educativa, quando vengono toccati alla radice il senso e i valori della nostra esistenza, si attinge alla realtà profonda del nostro essere, ed è proprio questa la ragione per cui anche la Chiesa non può in alcun modo disinteressarsi di questi problemi”.
INCOMPRENSIBILI I CATTOLICI PRO-ABORTO E EUTANASIA – “Sembrano appartenere a un altro pianeta i comportamenti di molti politici che si ritengono e si dichiarano cattolici, senza dubbio sinceramente, ma sono a favore delle leggi per l’aborto e per l’eutanasia. Altrettanto poco consapevoli e convinti appaiono tanti elettori cattolici praticanti ma quasi indifferenti, nelle loro scelte, a queste questioni. Ripeto: non è in discussione la libertà delle persone, ma la coerenza con i convincimenti proclamati. Si tratta di un problema grave (…)”.
VALORI NON NEGOZIABILI: “Il significato della stessa formula ‘valori non negoziabili’ (…) si riferisce all’esigenza di distinguere le istanze etiche irrinunciabili dalle questioni su cui è legittima per i cattolici una pluralità di orientamenti”.
SUI FLUSSI MIGRATORI - “Sul piano del governo del fenomeno, si tratta in concreto di coniugare tra loro le esigenze della solidarietà e dell’accoglienza con quelle del rispetto della legalità, dell’ordine pubblico, della sicurezza dei cittadini e della ferma repressione degli abusi, particolarmente riguardo alle organizzazioni criminali che prosperano sull’immigrazione clandestina, sullo spaccio della droga e sullo sfruttamento della prostituzione. Su un terreno più ideale va sviluppata una cultura dell’accoglienza che non ceda però all’indifferentismo circa i valori e non trascuri l’equilibrio e la ‘fisionomia culturale’ di un determinato territorio, che generalmente si connettono all’esperienza della propria nazione e al senso della patria. La salvaguardia dell’identità culturale, peraltro, è un bene non soltanto per i cattolici, ma per l’intera popolazione”.
SI PUNTA A UN UOMO NUOVO – “La nuova questione antropologica, diversamente da quanto accaduto in un passato anche non lontano, tende non soltanto a interpretare l’uomo, ma soprattutto a trasformarlo e questo non limitatamente ai rapporti economici e sociali come avveniva nella prospettiva del marxismo, ma assai più direttamente, radicalmente, nella nostra stessa realtà biologica e psichica. Si fa strada insomma una concezione puramente naturalistica o materialistica dell’essere umano, che sopprime ogni vera differenza qualitativa tra noi e il resto della natura”.


