Leone XIV a Monaco, “la vostra ricchezza sia impegnata per la giustizia e la pace”
- Stampa Internazionale

- 29 mar
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Affacciato dal balcone del Palazzo dei Principi, o Palazzo Grimaldi, Leone XIV dà a Monaco una missione:
“Il dono della piccolezza e un’eredità spirituale viva impegnano la vostra ricchezza a servizio del diritto e della giustizia, specie in un momento storico in cui l’ostentazione della forza e la logica della prevaricazione danneggiano il mondo e compromettono la pace. Nella Bibbia, come sapete, i piccoli fanno la storia!”
È intorno alle 9 del mattino che l’elicottero che porta a bordo Leone XIV atterra nella piccola città-Stato di Monaco. Un viaggio breve, fatto in elicottero per permettere al Papa di non toccare suolo francese, e dunque di non sentire l’obbligo istituzionale di una visita anche al presidente della Repubblica di Francia, e per dedicare tutte le 13 ore di viaggio al piccolo Principato ai confini dell’Italia, una rocca presa dalla famiglia guelfa genovese Grimaldi con uno stratagemma da un rivale ghibellino. Perché il capostipite, per entrare nella Rocca ed eludere le guardie, si travestì da Monaco, da cui il nome del Principato, conosciuto in particolare per uno dei suoi quartieri, Montecarlo.
È lo Stato con il reddito pro capite più alto del mondo, un piccolo gioiello sulla Costa Azzurra. Il Papa è accolto dal Principe Alberto II, che lo aveva invitato nel Paese dopo l’udienza dello scorso 17 febbraio, e dalla principessa Charlene, sua moglie, che veste di bianco. Il “privilegio del bianco” è la possibilità, prevista dal protocollo vaticano, per le sovrane cattoliche in visita dal Papa di vestire in bianco, che in questo caso Charlene applica anche quando il Papa si reca a fare visita ai Principi.
Leone XIV saluta la popolazione dopo il discorso del Principe Alberto, che ha sottolineato come la società monegasca è rimasta “fedele al linguaggio di Cristo”.
Il Papa nota che Monaco è incastonato tra i Paesi fondatori dell’Unione Europea con
una fede che “cambia il mondo solo se non veniamo meno alle nostre responsabilità storiche”.
“La composizione pluralistica della vostra comunità – dice Leone XIV - fa di questo Paese un microcosmo, al cui benessere concorrono una vivace minoranza di persone locali e una maggioranza di cittadini provenienti da altri Paesi del mondo”.
Cittadini che hanno una “influenza agli occhi del mondo”, ma – nota il Papa – “agli occhi di Dio, nulla si riceve invano! Come Gesù lascia intendere nella parabola dei talenti, quanto ci è stato affidato non va sepolto sottoterra, ma messo in circolo e moltiplicato nell’orizzonte del Regno di Dio”.
Il Regno di Dio, aggiunge Leone XIV, “è vicino, perché viene in mezzo a noi e scuote le configurazioni ingiuste del potere, le strutture di peccato che scavano abissi tra poveri e ricchi, fra privilegiati e scartati, fra amici e nemici”, e per questo “ogni talento, ogni opportunità, ogni bene posto nelle nostre mani ha una destinazione universale, un’intrinseca esigenza di essere non trattenuto, ma ridistribuito, perché la vita di tutti sia migliore”.
Il Papa ricorda che “la fede cattolica, che siete tra i pochi Paesi del mondo ad avere come religione di Stato, ci pone davanti alla sovranità di Gesù, che impegna i cristiani a diventare nel mondo un regno di fratelli e sorelle, una presenza che non schiaccia ma solleva, che non separa ma collega, pronta a proteggere sempre con amore ogni vita umana, in qualunque momento e condizione, affinché nessuno sia mai escluso dalla mensa della fraternità”.
Leone XIV guarda alla prospettiva dell’ecologia integrale – di cui il Principe Alberto è stato un promotore, e dà a Monaco “un impegno del tutto speciale nell’approfondimento della Dottrina Sociale della Chiesa e nell’elaborazione di buone pratiche locali e internazionali che ne manifestino la forza trasformativa”, poiché “anche in una cultura poco religiosa, molto secolarizzata, il modo di accostare i problemi tipico del Magistero sociale può rivelare la grande luce che viene dal Vangelo al nostro tempo, un tempo in cui a molte persone risulta così difficile sperare”.
Leone XIV sottolinea che “grazie a una fede antica sarete, così, esperti delle cose nuove: non tanto inseguendo i beni che passano, spesso novità che invecchiano in una stagione, quanto trovandovi preparati davanti a sfide senza precedenti, che si affrontano soltanto con cuore libero e con intelligenza illuminata”.
Il Papa è ovviamente passato solo dall’Italia, e ha inviato il telegramma di cortesia al presidente italiano Sergio Mattarella, in cui sottolinea che intraprende il viaggio a Monaco “desideroso di incoraggiarvi al testimonianza cristiana e la costruzione del bene comune”. Brevissimo passaggio anche su suolo francese: nel suo telegramma al presidente francese Emmanuel Macron ha assicurato preghiere “per la pace e la prosperità della nazione”.
Monaco è l’ultimo Stato in Europa dove il cattolicesimo è religione di Stato. Lo scorso novembre, il Principe Alberto ha rifiutato di promulgare una legge sull’aborto che avrebbe allargato le maglie della possibilità di interrompere la gravidanza nel principato.
Non c’è, come di consueto, un discorso al Corpo diplomatico accreditato presso la Rocca. C’è, però, un téte-a-téte, un incontro privato tra il Principe Alberto e Leone XIV nel Palais Princier. Questo non è il primo Papa a Monaco: c’era stato Paolo III nel 1538, di ritorno dagli incontri per la tregua di Nizza, e vi era passata la salma di Pio VI, di ritorno dalla Francia nel 1802. Questi due passaggi di Papi sono raffigurati nel Palazzo, e Leone XIV ne può ammirare le ricostruzioni nel Cortile d’Onore. Leone è comunque il primo Papa dell’era moderna a dedicare un viaggio intero, seppur brevissimo, al Principato.
Leone XIV porta in dono al principe Alberto un mosaico raffigurante San Francesco d’Assisi, ispirato al celebre affresco attribuito a Cimabue, inserito nella composizione della Maestà di Assisi, ovvero la Madonna in trono col Bambino, angeli e san Francesco, conservata nella Basilica inferiore di San Francesco e databile con buona probabilità tra il 1285 e il 1290.


