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La mangiatoia della 'seconda Betlemme'

  • Immagine del redattore: Vatican.va
    Vatican.va
  • 25 dic 2025
  • Tempo di lettura: 1 min

A Roma, a Santa Maria Maggiore, si trovano le reliquie della mangiatoia in cui venne adagiato Gesù appena nato.

Nello stesso luogo si conserva il primo presepe in marmo della storia dell'arte italiana. Ecco perché la Basilica Liberiana sulla sommità del Colle Esquilino è da sempre legata al mistero del Verbo di Dio fatto carne.


Cinque asticelle di acero


Fin dal 432 infatti, per volere di Sisto III, venne costruita al suo interno una riproduzione fedele della grotta in cui nacque Gesù realizzata con pietre provenienti dalla Terra Santa (Oratorio del Presepe).


A sugellare questa identità di “Seconda Betlemme” nel 644, fu il dono che il Patriarca di Gerusalemme, san Sofronio, fece a Papa Teodoro I.


A seguito delle incursioni persiane che da tempo devastavano i luoghi legati alla vita di Cristo, Sofronio, futuro santo, monaco e teologo, ardente difensore dell'ortodossia, donò al Pontefice cinque asticelle in legno di acero provenienti dalla greppia di Betlemme", la Sacra Culla o cunabulum, assieme alle fasce in cui fu avvolto il piccolo corpo di Gesù.




Da allora si conservano nella Basilica Liberiana che venne intitolata Sancta Maria ad Praesepium, divenendo meta dei pellegrini “romei” in occasione delle festività natalizie, oltre che oggetto di grande devozione e munificenza da parte di pontefici e sovrani.



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