Inizia il cammino di Iniziazione Cristiana


Che gioia c’è!
Iscrivi i tuoi figli al catechismo e riscopri con loro la gioia di camminare nella fede.
La frase «Che gioia c’è», richiamata dall’ Arcivescovo di Milano, è collegata a uno dei momenti più intensi dei Promessi Sposi di Alessandro Manzoni: la notte della disperazione dell’Innominato e la sua successiva conversione (Capitoli XXI-XXIII).
Nella notte successiva al rapimento di Lucia, l’Innominato vive una crisi interiore radicale. Ripensa ai delitti commessi, sente il peso della propria coscienza e non riesce più a trovare pace nella vita che ha condotto. Arriva a pensare al suicidio.
Ci sono tre elementi decisivi che lo aiutano a uscire dalla disperazione.
1. Le parole di Lucia: la speranza del perdono
Lucia, pur essendo prigioniera e terrorizzata, gli parla di Dio e della possibilità di fare il bene. La frase centrale è:
«Dio perdona tante cose, per un’opera di misericordia.»
(I promessi sposi, capitolo XXI.)
Queste parole sconvolgono l’Innominato. Per la prima volta, alla coscienza dei suoi delitti si affianca una possibilità nuova: non è necessariamente condannato a rimanere per sempre l’uomo che è stato. Può ancora cambiare e compiere un’opera buona.
2. Il suono delle campane: un segno di speranza
Nella notte sente le campane suonare a festa per l’arrivo del cardinale Federigo Borromeo nel paese. Quel suono, proveniente dal mondo esterno, interrompe il suo isolamento e gli fa intuire che qualcosa di nuovo sta accadendo. Nel romanzo,
le campane assumono un valore simbolico: sono un richiamo alla vita, alla comunità e alla possibilità di rinascere.
3. L’incontro con il cardinale Federigo: l’accoglienza e la misericordia
Al mattino, l’Innominato decide di andare a incontrare il cardinale. Federigo non lo respinge né lo umilia: lo accoglie con carità e gli mostra che il suo passato, per quanto grave, non impedisce un cambiamento sincero.
L’Innominato si lascia finalmente andare al pianto. È il segno della caduta delle sue difese e dell’inizio di una conversione autentica.
Da quel momento sceglie di liberare Lucia e di orientare diversamente la propria vita. La storia dell’Innominato offre un messaggio molto attuale per bambini, genitori e famiglie: non è mai troppo tardi per ricominciare e nessuno deve sentirsi escluso dalla possibilità di incontrare Dio.
Il percorso di iniziazione cristiana è molto più del catechismo: è un cammino spirituale per bambini e famiglie, un’opportunità per crescere insieme, trovare sostegno nell’educazione dei figli e imparare a trasmettere loro la fede con semplicità e gioia.
Non è mai troppo tardi per riprendere un cammino di fede! La chiamata a essere cristiani è un invito rivolto a tutti: entrare a far parte del popolo di Dio, sentirsi accolti in una comunità e scoprire la bellezza di vivere il Vangelo.
Scopri gli appuntamenti dell’anno catechistico, le tappe del percorso e le modalità di iscrizione.
Ti aspettiamo per camminare insieme: perché c’è gioia nel crescere nella fede, in famiglia e nella comunità!


