I medici consigliarono l'aborto, ma ora quel bambino con sindrome di Down infervora la sua parrocchia come chierichetto
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- 7 mar
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Quando i medici fecero diagnosi preoccupanti e consigliarono ai genitori l'aborto, la mamma Tássia e suo marito scelsero invece di portare avanti la gravidanza, con molta fede.
«Se questa è la volontà di Dio, così sia», dissero.
Quella decisione cambiò tutto.
Fin dalla nascita, Miguel ha dovuto affrontare diverse complicazioni di salute e la sindrome di Down, ma è cresciuto pieno di gioia e di vita. Fin da piccolo, ha espresso il desiderio di diventare chierichetto. La sua parrocchia lo ha accolto con favore e ha cercato il modo di aiutarlo a partecipare.
Fu l'inizio del suo servizio nella Chiesa.
La parrocchia di Santa Rosa de Lima a Piracicaba, in Brasile, iniziò apportando alcune modifiche, formando i suoi catechisti e offrendo una catechesi personalizzata in base alle esigenze di Miguel. Sua madre svolse un ruolo attivo durante tutto il processo e anche la coordinatrice della catechesi si è impegnata a sostenerlo.
Oggi Miguel ha 11 anni, serve come chierichetto nella sua parrocchia e tocca i cuori con la sua presenza all'altare; partecipa alla Messa, si inginocchia, prega e assiste alla Comunione. La sua presenza è diventata un elemento familiare e gioioso delle celebrazioni della comunità parrocchiale.
"Miguel ha un amico che non andava in chiesa. Dopo averlo visto servire, ha chiesto a sua madre se potevano iniziare a frequentare la chiesa", spiega Tássia. "Ora aiuta con il cestino delle offerte e sua madre è diventata catechista".
La fede vissuta con semplicità può avere un impatto potente su chi ci circonda.
Nel tempo, la presenza di Miguel ha incoraggiato altre famiglie a tornare in parrocchia.
Per le madri che sperano che i loro figli siano maggiormente coinvolti nella vita parrocchiale, Tássia offre un semplice consiglio:
"Si inizia a casa. E quando andate in chiesa, siate disposti ad aiutare. L'empatia deve provenire da entrambe le parti: dobbiamo accogliere le persone, ma anche contribuire ad aprire la strada."
Più che una semplice storia personale, il viaggio di Miguel dimostra come una comunità parrocchiale possa rafforzarsi quando si impegna nell'inclusione, nella pazienza e nell'accompagnamento.


