Dal punk al battesimo a 24 anni: la storia della conversione del musicista Juan López
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- 22 gen
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Aggiornamento: 18 mar

Storia di un giovane artista, dai suoi inizi nella musica punk al suo interessante e originale percorso per arrivare a Dio... e per essere battezzato, fare la comunione e ricevere la cresima, tutto nello stesso giorno:
"Sono nato a Madrid, ho frequentato la Real Escuela Superior de Arte Dramático, a 14 anni ho fondato una band con la mia migliore amica Ana.
Ho sempre amato scrivere canzoni e poesie, perchè mi emozionava profondamente. Durante l'adolescenza, attraverso un'opera di Allen Ginsberg, il celebre poeta beatnik, ho scoperto San Giovanni della Croce e Santa Teresa d'Gesù. Per me è stato, in un certo senso, un avvicinamento ontologico a Dio.
A casa mia non si è mai discusso di Dio in termini giudaico-cristiani, né in modo positivo né negativo.

Nel 2024 la mia migliore amica Ana, è morta...I suoi genitori mi raccontarono che Ana, alla fine della sua vita, aveva chiesto di essere battezzata. Quando lo seppi, ne fui molto commosso.
Ana era certa che Dio fosse sempre con lei, incondizionatamente. Ed è proprio quando lei è morta che io mi sono ritrovato in un momento di dubbio esistenziale, quello necessario a comprendere il senso della vita.
In quel momento di vuoto, di notte buia, ho deciso di dare un senso all'esistenza e per fare questo mi sono rivolto a Cristo e al cattolicesimo. Cominciai ad andare a messa e mi piacque molto, moltissimo...Per me era un vero nutrimento. Anche se ufficialmente ero fuori dalla Chiesa, sentivo come se una sacra sete venisse placata. E quella sete spirituale veniva placata, in particolare, con il Santo Vangelo.
Cristo è la certezza che si prova nella solitudine. Il principio della mia conversione, è stato un momento di grande solitudine. E' avvenuto come dice San Giovanni della Croce: quando si ha l'incontro più autentico con Dio, faccia a faccia, si è sempre soli.

Per me, pregare è mio cibo, mi sostiene. E la fede mi aiuta a liberarmi dalla paura. Penso molto al numero di persone che hanno professato la fede cattolica durante questo tempo, durante questi due millenni, e questo mi fa essere in pace con la condizione mortale del mio corpo. Mi aiuta ad entrare nella certezza della vita eterna.
Mi aiuta a capire che non sarò mai più il centro di me stesso, rimanendo nella pace che questo comporta. Senza che questo risulti un disprezzo di me stesso o un atto ingiusto nei miei confronti, anzi proprio il contrario. L'atto più bello è capire che non si è al centro di tutto, ma che c'è Qualcosa di più grande, che opera tra tutti noi e che ci sostiene. La fede mi aiuta a fare pace con tutto questo ordine e condizione.

Nel mondo in cui sono cresciuto, quello del rock and roll, del teatro e di altri ambienti apparentemente lontani dalla fede, ho sperimentato che sono comunque pieni di vita... Può sembrare che quelle persone, così lontane dalla vita spirituale, non siano in grado di sostenerci nel cammino di fede; ma posso testimoniare che proprio loro hanno trovato la mia conversione incredibile. Ed è stato impressionante come mi hanno seguito e accompagnato.
E poi, la mia famiglia...
Nel giorno tanto atteso e così speciale per me, il giorno del mio Battesimo, della mia Prima Comunione e Cresima, erano presenti i miei genitori: li ho visti insieme per la prima volta dopo 17 anni.
È stato davvero emozionante, poiché è in queste circostanze che si comprende come l'ontologico (ciò che riguarda gli aspetti fondamentali dell'essere) sia intrinseco a tutti gli esseri umani e si sperimenta come la Grazia abbia il potere di agire.

Mia madre, è una donna molto anticattolica; eppure l'ho vista commossa quando ci siamo scambiati il gesto della pace. Ho visto la gioia che c'era in lei... rendendosi conto che si era operata una riappacificazione in tutta la nostra famiglia.
Ho visto le mie zie ottantenni incantate.
Ho visto persone molto vicine, della mia famiglia, persone che avevo visto disunite per molto tempo, ri-unite in Chiesa...

E poi, il mio battesimo...
Con gli occhi chiusi. È stato bellissimo. Ricordo che quando il sacerdote mi ha battezzato, quando mi ha versato l'acqua, in quel momento ero davvero consapevole di essere chiamato a ricevere l'amore incondizionato di Cristo. Ho sperimentato, durante tutto il mio cammino di conversione, la dolcezza che Lui aveva riservato proprio per me.
La chiamata ad essere cattolico è un tesoro da custodire. E' il vero significato del battesimo.

Sono stato fortunato ad avere un confessore vicino durante il mio cammino di fede; il suo sostegno mi ha permesso di comprendere Cristo, Dio e il Vangelo come una vera rivelazione ad ogni incontro settimanale di iniziazione cristiana. Mi ha assistito in alcune crisi che ho vissuto, caratterizzate da intense sensazioni di paura.
Ho avuto l'opportunità di essere battezzato nella chiesa di San Sebastián a Madrid, la parrocchia degli artisti, dove molti altri prima di me hanno iniziato il loro percorso spirituale e mi sono stati di esempio.
Per un anno e mezzo ho visitato con molto interesse tutte le parrocchie di Madrid, in alcune occasioni assistendo anche alla celebrazione della Messa. Mi sono sentito spinto con speranza a cercare Cristo, il Suo messaggio, la Sua verità e tutto ciò che Lui ha in serbo per me, a cercarLo con pazienza. Ho approfondito il significato di peccato, cosa comporta il superamento della norma del «non fare», «non puoi», «questo è sbagliato»; ho compreso cosa significa la virtù, la grazia, la santificazione.
Tutti mi hanno dato un grande supporto in questo senso: i catechisti, i sacerdoti, i miei padrini... La madre della mia amica Ana è stata la mia madrina e mi ha molto aiutato nel mio cammino di fede.
Essere cristiani comporta la necessità di un fare coerente, che colleghi la fede professata con le azioni quotidiane. Non si tratta solo di rispettare regole, ma di vivere un'esperienza d'amore che trasforma la condotta di vita. Se mi avvicino a qualcuno per parlargli di Cristo solo sulla base di ciò in cui credo, la sua reazione sarà “beh, va bene”, ma niente di più.
A tal proposito consiglio vivamente di leggere la lettera di Giovanni Paolo II Agli artisti ."
«Anche quando scruta le profondità più oscure dell'anima o gli aspetti più sconcertanti del male, l'artista diventa, in qualche modo, voce dell'aspettativa universale della redenzione».


